COMITATO NAZIONALE PER LA TUTELA DEL MERITO UNIVERSITARIO
CNTMU
per la tutela del merito oggettivo universitario contro i furbetti delle bibliometrie e degli algoritmi

MANIFESTO DEL COMITATO NAZIONALE

La Legge Gelmini (Legge 30/12/2010 n. 240) ha finalmente introdotto criteri meritocratici nella valutazione delle attività dei docenti universitari e delle strutture universitarie.
L'attuazione di tale normativa ha cambiato radicalmente il sistema di progressione delle carriere dei docenti universitari attraverso l'istituzione dell'Abilitazione Scientifica Nazionale, con due atti normativi: il D.P.R. n. 222 del 14/09/2011 (Regolamento per il conferimento dell'Abilitazione Scientifica Nazionale - ASN) e il D.M. n. 76 del 07/06/2012 (Regolamento con criteri e parametri).
Nonostante le buone intenzioni della legge, in fase attuativa si è verificato un completo stravolgimento dell'iniziale spirito meritocratico, con ampio spazio a lobbies che hanno gestito e stanno tuttora gestendo questa fase.
Il Comitato Nazionale per la Tutela del Merito Universitario, appositamente costituito per tutelare il merito oggettivo, denuncia le aberrazioni e le distorsioni introdotte nell'attuazione del sistema di valutazione del merito, che porteranno grave danno al sistema universitario nazionale, ai professori associati e ai giovani ricercatori che si apprestano ad entrare nel mondo della ricerca.
Di seguito si elencano e denunciano le principali e gravi storture che sono state introdotte e che il comitato CNTMU intende far modificare:
1) la denominazione Abilitazione Scientifica Nazionale – ASN fa comprendere come tale abilitazione tenda a valutare esclusivamente l'aspetto della ricerca, senza tenere conto delle attività didattiche che sono l'altra parte essenziale delle attività di un docente universitario;
2) nella valutazione dei parametri bibliometrici, sia per i professori ordinari che desiderano far parte delle commissioni giudicatrici sia per i candidati che vogliono sottoporsi all'abilitazione, sono presi in considerazione le pubblicazioni, il numero delle citazioni e l'h-index, senza tener conto di un fattore bibliometrico importantissimo e fondamentale in grado di fornire un'indicazione del contributo alla pubblicazione del soggetto di cui si deve valutare il merito scientifico, ossia il numero degli autori;
3) il Regolamento per l'accesso alle Commissioni di valutazione per l'Abilitazione Scientifica Nazionale ha individuato le mediane di tre parametri bibliometrici (pubblicazioni, citazioni e h-index) e il superamento di almeno due di tali indicatori come pre-requisiti indispensabili per poter accedere alle Commissioni stesse. E' evidente e noto a tutti come due dei suddetti parametri (citazioni e h-index) siano il risultato di prevalenti e preponderanti attività lobbistiche: le citazioni infatti consistono prevalentemente in autocitazioni e citazioni fatte da coautori o da amici e colleghi. L'h-index, che in gran parte si basa sulle citazioni, è esso stesso frutto di lobbies e attività poco trasparenti;
4) nel Regolamento proposto dall'ANVUR (cfr. Delibera ANVUR n. 50 del 21/06/2012) sono stati individuati, attraverso un "algoritmo" inventato per evidenti esigenze lobbistiche e senza nessuna giustificazione plausibile, valori diversi per le mediane dei tre parametri: ciò è manifestamente discriminatorio nei confronti dei potenziali candidati Commissari che provengano da diversi Settori Scientifico-disciplinari, in quanto dovendo far parte di una medesima Commissione dovranno evidentemente avere lo stesso grado di professionalità scientifica;
5) per la valutazione dell'abilitazione si chiede che i candidati a professore associato o ordinario dimostrino di possedere capacità manageriali, di coordinamento dei progetti di ricerca e di attrazione delle risorse, ma analoga professionalità non è richiesta come pre-requisito ai candidati membri delle Commissioni giudicatrici; 6) il modo con cui si valuta l'anzianità è di fatto penalizzante per i giovani bravi (viene calcolata a partire dalla prima pubblicazione); ad esempio paradossalmente penalizza coloro che hanno avuto la bravura di veder pubblicato la loro tesi e poi avendo fatto il dottorato hanno pubblicato relativamente poco, etc.;
7) il fatto che si applichino regole con valore retroattivo, senza prevedere almeno cinque anni di norme transitorie (per poi applicare regole certe), crea una distorsione nelle valutazioni da ricercatore a ricercatore in funzione della propria storia personale e della propria area scientifica;

in generale, il Comitato CNTMU rileva che:
- i fattori bibliometrici scelti dall'ANVUR e i valori delle mediane non debbano costituire elemento discriminatorio né di selezione aprioristica nella valutazione del merito della ricerca scientifica e della professionalità didattica che devono caratterizzare un docente universitario;
- non si può prescindere dal valutare il docente o ricercatore universitario in relazione al contesto ed ai mezzi con cui opera e sviluppa le proprie ricerche;
- sta a cuore a tutti coloro che aderiscono al Comitato la tutela del merito e l'incremento della qualità scientifica e didattica delle Università italiane.

Per quanto sopra esposto si ritiene che gli algoritmi e i fattori bibliometrici scelti e determinati dall'ANVUR non rispecchino l'oggettiva meritocrazia e, anzi, siano fortemente dannosi per le selezioni dei candidati a professore associato o ordinario, creando altresì gravi distorsioni del sistema universitario nazionale in quanto pregiudiziali rispetto ad altri parametri essenziali del merito, quali in particolare la capacità di attrazione delle risorse, la capacità di dirigere gruppi di ricerca, etc.

Il Comitato Nazionale per la Tutela del Merito Universitario si riserva di esaminare insieme a tutti gli aderenti, entro i termini di legge, la possibilità di adire tutte le vie legali, politiche ed amministrative per la tutela del merito oggettivo e ristabilire una corretta valutazione, scientifica e didatticca, nelle carriere universitarie e nel sistema universitario nazionale.

Roma settembre 2012
I Promotori e gli Aderenti